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ALBUM FOTOGRAFICO |
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VIDEO
DEL TG RAI CAMPANIA |
"Alle cinque della sera: un napoletano a testa alta" |
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La vittima di mafia che la scuola ha adottato, Maurizio Estate, era un giovane napoletano come tanti con gli stessi sogni, le stesse speranze e le stesse passioni di migliaia di ragazzi napoletani, nato e cresciuto nelle vicinanze di Piazza Mercato lavorava nell’officina del padre Giuseppe a Quartiere Chiaia a fianco al cinema “ Delle Palme”. Un giovane comune che non aveva l’ambizione di essere eroe, ma che come tanti bravi ragazzi di questa città, generosamente, è stato pronto a dare un aiuto a chi stava subendo uno scippo. Questo gesto semplice ed impulsivo che esprime i valori migliori di Napoli gli costato la vita. E’ evidente che per tutta la città e in particolare per San Giovanni a Teduccio, Maurizio Estate è e sarà sempre un modello di cittadino in cui tutti i giovani possono immedesimarsi. In ciò è la forza pedagogica e la strategia educativa didattica che hanno determinato questa scelta conseguente ad un impegno pluriennale della scuola, scritto a chiare lettere nel Piano dell’offerta formativa, lungo le due direttrici principali dell’ azione educativa “la pace e la legalità”.La legalità intesa non solo come affermazione e rispetto delle regole, ma innanzituttocome riscoperta ed acquisizione dei valori comuni che sostanzianola cittadinanza e che hanno come conseguenza il rispetto delle regole. |
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Il valore iniziale eventualmente da sviluppare o da consolidare è:
“ Il Cuore di Napoli”, cioè la laboriosità,
la creatività, la generosità, la passione, l’accoglienza,
l’allegria, i sentimenti e le emozioni una volta tipiche del popolo
napoletano. Maurizio Estate ha rappresentato in modo esemplare il cuore
napoletano e quindi è l’esempio che abbiamo scelto per
parlare agli adolescenti della nostra scuola. Dirigente Scolastico Giuseppe Pecoraro |
| LA STORIA PER IL FILM | |
| L’idea
di dare uno spazio visivo, ad una storia di “ordinario orrore”
della nostra città, cioè realizzare un piccolo film, appartiene
alla categoria della memoria. Il cinema è memoria e la memoria
aiuta a non dimenticare i piccoli eroi ai quali nessuno dedica strade
o piazze. Quelli che si battono nell’ordinario per rendere meno
difficile la vita agli altri. Che magari manco se ne accorgono. Forse
perché non hanno né i tratti duri di Bronson giustiziere
della notte, né quelli di Gorge C. Scott, padre ferito in “Hardcore”
. Meno
che mai, la grinta di Clint Eastwood, “Dirty Callaghan”.
Ma questa non è che la periferia dell’impero occidentale
del XXII secolo e non il centro. Niente New York o Los Angeles e neppure
London. Ma pur sempre una città che come l’antica Atene
nell’impero di Tiberio e Giuliano, è stata capitale di
un grande regno, depositaria di cultura dai tempi del Decamerone a quelli
dello sdegno per i suoi figli e figlie mandati alla forca per aver sposato
le idee della ragione. La Napoli border-line di questi tempi è
piena di piccoli eroi che si battono per cose che altrove sono ritenute
scontate.O tenute ai margini, come nelle grandi città del centro
impero, nascoste nei ghetti e sepolte nelle lontane banlieues. Guai
a quelle città che hanno bisogno di eroi?Già: forse per
questo una piazza a Maurizio l’hanno dedicata a Scampia e non
a Chiaia, dove ha sacrificato la sua vita.. |
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| …Raccontare
in immagini l’ultimo giorno di un giovane meccanico nato e vissuto
nel quartiere di Masaniello e con l’officina nei quartieri bene
partenopei, farlo con un gruppo di adolescenti che vivono e respirano
nella periferia est napoletana, è quasi una scommessa. Ma se
ad aiutarli c’è altra gente, che magari si è unita
per fare in modo che anche le cose belle di questo spazio abbiano palcoscenico,
forse si restituiscono all’idea i colori della speranza. |
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