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I
gigli di Barra " La tradizione di un quartiere " |
Il
progetto
I gigli di Barra”, realizzato da Lato Est Onlus con il contributo
dell’assessorato ai B.B.C.C. della Provincia di Napoli, ha consentito
la realizzazione di un prodotto multimediale nel quale si trovano
riprese e indicazioni riguardanti la tradizionale festa che si svolge
nel quartiere napoletano e che in pratica impegna per tutto l’anno
solare la popolazione del quartiere. |
I
gigli di Barra, la preparazione di Lucia Gallo La gente delle mie parti ha spalancato l’uscio di casa per raccontarci la festa. La sua festa. La gente delle mie parti è generosa, ha messo a disposizione la materia dei suoi ricordi, dando forza alla nostra voglia di raccontare. Così è cresciuto questo lavoro, che è un embrione, destinato ad arricchirsi ancora, man mano che altri contributi arriveranno. Un lavoro che ha come destinazione primaria i nostri emigranti all’estero, desiderosi di poter avere conforto da immagini di casa. Immagini di festa, di gioia. Ma ha anche il compito di raccogliere quanto più è possibile di questa tradizione e salvaguardarla. Esaudendo la richiesta della gente delle mie parti che ha ancora voglia di entusiasmarsi, di sognare. Ancora. |
I
gigli di Barra, l’incantesimo. di Vin Santini I gigli di Barra per me sono legati a Ines, mia nonna, la figlia di un ufficiale di marina, venuta da La Spezia a sposare uno squattrinato violinista della Costiera. Una delle sue storie da bambino raccontava di uomini dai muscoli d’acciaio che reggevano torri gigantesche. Portandole a sfilare per la strade della città, mentre dall’alto i musici suonavano arie bizzarre e incantevoli. Credevo di aver dimenticato questa storia quando in un Settembre di pioggia il mio lavoro mi portò a Barra. In quei giorni , da quelle parti, tutto pareva essersi fermato. Tutto si sarebbe fatto dopo. Dopo cosa? Dopo la festa dei gigli. Intorno crescevano le gigantesche torri, una in ogni quartiere. E la domenica le ho viste sfilare, rette da uomini dai muscoli d’acciaio, mentre dall’alto i musici suonavano arie di magia. Ripetute, dissonanti, con i richiami alle origini più remote della cultura. All’oriente, al mistero. Alla nascita della storia. A Babel. All’incanto. |
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